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Digital Product Passport (DPP) per pneumatici: l'infrastruttura si muove

I pneumatici restano tra i primi gruppi di prodotto coinvolti nel Digital Product Passport europeo, dopo il recente aggiornamento della lista.

Il Passaporto Digitale di Prodotto avanza sul piano infrastrutturale: la guida del registro DPP è stata aggiornata a luglio 2026 e i pneumatici restano tra i primi gruppi di prodotto sotto ESPR (Ecodesign for Sustainable Products Regulation, l’insieme di regole UE per rendere i prodotti venduti in Europa più ecologicamente sostenibili.

I dati già presenti in etichetta (resistenza al rotolamento, aderenza sul bagnato, rumore) diventeranno campi strutturati e leggibili digitalmente, affiancati da informazioni su circolarità e chimica del prodotto. I primi obblighi sono attesi nella finestra 2028–2030.

PERCHÉ CONTA: il DPP sembra lontano, ma chi vende e monta pneumatici sarà il punto in cui il passaporto viene "letto" — come minimo al montaggio e a fine vita. Iniziare sin d’ora a ragionare su come acquisire e conservare i dati dei pneumatici che passano dall'officina si tradurrà in essere avanti quando diventerà un requisito.

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Bruxelles toglie i ricostruiti dal perimetro EUDR

La ricostruzione di pneumatici viene risparmiata dagli obblighi imposti dalla norma EUDR, a salvaguarda della circolarità.

La Commissione europea ha pubblicato il 13 luglio il regolamento che modifica l'Allegato I dell'EUDR — una legge dell'Unione Europea che vieta l'importazione e la vendita di materie prime e prodotti (come gomma naturale, legno, caffè e soia) che derivino da terreni recentemente deforestati o degradati, anche se detti terreni si trovano in Asia o in altre parti del mondo.

Considerati il periodo di scrutinio e la pausa estiva, il regolamento dovrebbe entrare in vigore a novembre 2026. La voce che copriva "pneumatici ricostruiti o usati" viene ristretta ai soli anelli o fasce di battistrada.

PERCHÉ CONTA: il rischio che pesava sulla ricostruzione sparisce, eliminando l'obbligo di due diligence per i pneumatici ricostruiti. La responsabilità si sposta sul fornitore di materiale, a tutela dell'economia circolare.

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Tyres Europe boccia l'Industrial Accelerator Act: "il ricambio è lasciato scoperto"

Tyres Europe (ex ETRMA) adotta pubblicamente una posizione critica verso l’Industrial Accelerator Act dell’UE, perché non tiene conto di cosa dovrebbe veramente proteggere.

L'associazione dei produttori europei (ex ETRMA) ha pubblicato un position paper sull'Industrial Accelerator Act della Commissione. La critica centrale: il testo copre quasi solo il primo equipaggiamento (25% del mercato) e ignora il ricambio (75%), proprio dove la pressione delle importazioni extra-UE è più forte — la quota dei produttori UE nel vettura è scesa dal 71% (2018) al 59,6% (2025). Tra le quattro richieste: origine UE definita dal luogo di vulcanizzazione, priorità "Made in EU" negli appalti pubblici e sostegno esplicito alla ricostruzione, che riduce del 52% le emissioni cradle-to-gate rispetto al nuovo.

PERCHÉ CONTA: se Bruxelles accoglie la richiesta di premiare ricostruito e classi di etichetta negli appalti pubblici, chi ha già una filiera di ricostruzione parte con un vantaggio che i puri importatori di budget asiatico non possono replicare.

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